Progetti

 

Dalla terra al tortello

Un progetto sinergico di Erbe Orti Paesaggi

a cura di

l’erbalonga – paesaggi e misticanza, laboratorio di geoEsplorazioni camminate e cucinate

nato “a quota mille” fra le associazioni Trame 2.0˷Eutopia rigenerazioni territoriali˷Controvisivo

La Memoria della Terra.

La domanda suscita irresistibile, ogni volta che stiamo per mettere in bocca una pasta ripiena, il classico tortello: “Che cosa ci sarà, poi, lì dentro?”. Ci mettiamo sopra con discrezione il naso, addentiamo sempre prudenti, pronti al rigetto se le papille gustative dovessero avvertirci che qualcosa non va. Ecco, si mangia immaginando, e sono le immagini della memoria che scorrono: dal latte materno alle prime pappe ai cibi ricorrenti di casa… Nutrirsi è un grande atto di fiducia verso il mondo: quello prossimo delle relazioni interpersonali, tra noi e chi ci prepara il cibo o ci ha recapitato gli alimenti, quello geograficamente mediato da relazioni mercantili. In un pianeta globalizzato, dove il classico tortello che approda sulla tavola cela nel suo mix di ingredienti altrettanti viaggi -dal chilometro zero al chilometro mille-, sentiamo sempre più la necessità di fare esperienza personale della Terra. Concentrarsi sulla conoscenza minuta della filiera agroalimentare che nutre il nostro stomaco è una maniera di appaesarsi nel mondo che cambia. E magari si finisce per metter mano ad un orto, meglio se sinergico.

Il Paesaggio.

All’agricoltura ritorniamo cercando con l’ingenuità dei postmoderni la “tradizione”, mentre ha costituito la prima grande rivoluzione scientifica nella storia dell’uomo: il passaggio dal paleolitico al neolitico. Ottomila anni dopo è venuta la seconda rivoluzione, l’industria. Le due rivoluzioni hanno cercato di darsi standard reciprocamente compatibili, in nome della democrazia delle quantità. Tuttavia, se le grandi carestie hanno trovato risposte di assistenza internazionale, la piaga della fame nel mondo ha continuato ad affliggere l’umanità al pari di un endemismo. E la biodiversità è andata sempre più in sofferenza, insieme alla democrazia. Qui le ragioni della sfiducia presente nei confronti di ogni filiera agroindustriale o che ci risulti comunque etero diretta. L’andar per “erbe spontanee”, il metter le mani nell’erba “lunga” è, in tal senso, un gesto tutt’altro che neutrale: mette in mora la ratio che ha generato il paesaggio giulivo del pratino, apprende all’interpretazione dei mille Paesaggi che fanno la diversa bellezza della Terra.

La misticanza.

Nel cibo che introduciamo dentro di noi tentiamo ogni volta il piacere di una ricomposizione tra il sé e la natura generatrice: è la nostra maniera quotidiana di rinvenire al mondo, un chiaro segno di sofferenza, quando non accade. Nutrirsi è un’attività complessa, coinvolge tutti i cinque sensi, farli funzionare in sinergia non è immediato, occorre pratica e allenamento, pena la loro atrofia. Nutrirsi bene, in modo non soltanto corretto, ma variegato vale come scuola di apprendimento. Ciò che l’Artusi chiama misticanza, ovvero la preparazione savante e creativa di erbaggi, rappresenta per noi una figura retorica, la sintesi significante di un progetto che prova a mettere in relazione il far cucina con i paesaggi che abitamo.

Interpretare, raccogliere cucinare, mettere a tavola, appaesare: sono attività di cura relazionale che interpellano competenze e sensibilità plurime. l’erbalonga metterà in campo un laboratorio abitato da saperi geostorici, antropologici, botanici, gastronomici… Buona cucina, ma nessun chef stellato! È la nostra cura culturale.

l’erbalonga dei paesaggi migranti: una proposta di atelier

Il programma laboratoriale si struttura in 10 stazioni: un incontro introduttivo con gli operatori, 7 incontri con gli utenti preferibilmente a cadenza settimanale e una geoesplorazione con utenti e operatori.

1 Incontro introduttivo con gli operatori: analisi della domanda (i bisogni e gli strumenti riferiti all’utenza).

(due operatori Erbalonga)

2 Incontro introduttivo con gli utenti: gioco di riconoscimento dell’orto e dei frutti (immagini e touch).

Nel corso dell’incontro verrà disegnata una mappa geoagronomica correlata ai paesi di provenienza dei partecipanti – Contestualmente saranno raccolte le adesioni all’Atelier.

(tre operatori Erbalonga)

3. Esplorazioni nell’orto (*in subordine: presso magazzino di piccoli produttori): riconoscimenti dal vivo, la storia dei frutti e degli ortaggi. (due operatori Erbalonga)

4. In cucina: preparazione e riconoscimento di acque profumate; preparazione di una macedonia.

(due operatori Erbalonga)

5. In cucina: preparazione e riconoscimento di misticanze. (due operatori Erbalonga)

6. In cucina: preparazione e riconoscimento di zuppe. (due operatori Erbalonga)

7. In cucina: preparazione e riconoscimento di erbazzone e tigella. (due operatori Erbalonga)

8. In cucina: preparazione e riconoscimento di paste fresche. (due operatori Erbalonga)

9. In cucina: preparazione e riconoscimento di ripieni di verdure e ortaggi (erbette e zucche).

(due operatori Erbalonga)

10. Geoesplorazione agronomica con cucina assieme ai partecipanti del corso e agli operatori (*località dell’Appennino raggiungibile in pulmino). (quattro operatori Erbalonga)

15 iscritti è il tetto ideale per singolo Atelier.

La conduzione necessita un locale attrezzato con cucina a norma.

Ogni incontro avrà una durata media di due ore; la geoesplorazione avrà durata giornaliera.

Le attività dell’Atelier verranno condotte e documentate in sinergia tra gli operatori de l’erbalonga e la cooperativa che gestisce gli utenti.

Il costo preventivato per la conduzione degli incontri, comprensivo dei materiali di consumo utilizzati, è di 2.500 € (Iva eventuale a parte). Il trasporto per la giornata in Appennino è a carico dell’ente gestore gli utenti.

Referenti del progetto sono

Antonio Canovi (Eutopia Rigenerazioni Territoriali)

Tommaso Barbieri (Controvisivo)

Antonella Zecchini (Trame)

 

 

Contatti

email / info@erbalonga.it

tel. / 339 339 9916